Lunedì 30 luglio 2012, ore 19.22, Santuario di San Luca, Colle della Guardia, Bologna: dichiaro ufficialmente chiusi i XXX giochi Olimpici del Canoa Club Bologna a Londra.
Impazzito? No, sudato marcio e perfettamente razionale. Sono salito sin quassù perché dovevo scaricarmi e la fatica fisica e il sudore vero, non quello appiccicoso dovuto all’afa di questi giorni, mi hanno consentito di realizzare che il nostro sogno olimpico era finito e, soprattutto, di farmene una ragione.
I nostri ragazzi non ce l’hanno fatta, si sono fermati tutti alle qualificazioni, senza raggiungere le semifinali, a mio parere alla loro portata.
Come è andata, lo avete visto (???? Chi l’ha visto???? Sky???? la RAI????) tutti: Cippo fuori per soli 33’’ e il C2 ha sbagliato entrambe le manche, irriconoscibili, non tiravano, non c’erano proprio.
Ti alleni per anni, ti prepari mentalmente e fisicamente e il giorno che conta non vai, scendi male. Succede. E’ successo a tanti, anche ad atleti più titolati e con tutti i favori del pronostico, fa parte delle regole non scritte dello sport: si può sbagliare, perché siamo umani.
 
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Ero in ferie da un paio di settimane e, apparentemente, ero riuscito ad allontanare il mio pensiero dalle Olimpiadi… mare splendido in Toscana, Torre Mozza e Cala Violina, poi Firenze (bellissima e carissima, abbiamo assistito pure ad una serata dantesca di Benigni in piazza Santa Croce, veramente bravo!), l’alba da San Miniato al Monte, il tramonto che incendia il Ponte Vecchio, la passeggiata in collina a Fiesole.
Mi sono riempito gli occhi del Beato Angelico, Vasari, Michelangelo, Cimabue, Masaccio, Ghirlandaio, Brunelleschi, Filippino Lippi, l’Orcagna, Giambologna, Cellini, Giotto, Ghiberti, Della Robbia e ho visitato solo delle chiese, nessun museo!
 
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Da non perdere il gelato al Bar Vivoli, in Via Isole delle Stinche, una stradina a 3/400 metri da Piazza della Signoria. Sul Lungarno ho visto una signora entrare in un cancello che dava sul fiume. Ma dove sta andando, entra con il badge… incuriosito mi avvicino e sulla targa leggo: “Canottieri Comunali Firenze”. Ammazza che sede!!! Di fianco al Ponte Vecchio, con i depositi sotto gli Uffizi, chissà quanto pagano di quota sociale.
 
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Quindi una giornata a Venezia… più ci torno e più ci tornerei, non si finisce più di fotografarla.
 
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Poi le Alpi: si dorme al Falzarego, 5° di notte, si dorme con il panno, una goduria!
Saliamo al rifugio Lagazuoi… a piedi, non in funivia. 650 metri di dislivello, così, senza troppa “gamba”. Vista splendida: Fanes e le Tofane che pare di poter toccarle con la mano e attorno tutte la cime più famose delle Dolomiti ampezzane.
Senza sosta, il giorno dopo, saliamo al rifugio Averau e poi al Nuvolao, un vero nido d’aquila.
Panorama mozza fiato: Fanes, le Tofane, le 5 Torri, il Cristallo, il Sorapiss, l’Antelao, il Pelmo, il Civetta, il gruppo  Sella, la Marmolada… altri 450 metri di dislivello, ma di fronte a questi spettacoli la fatica non si sente quasi.
 
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Poi, d’improvviso: “Ma che giorno è oggi???”Azzz. è il 27 Luglio, cominciano i Giochi, cosa stiamo a fare qui in cima ad un monte… occorre trovare una televisione”.
Scendiamo a Dobbiaco, ma nel tranquillo paese del Sudtirol solo pochi anziani e nipotini… un deserto, sarà la crisi, neanche un bar/birreria con televisione e pletora di nullafacenti che assiste all’evento consumando. Per fortuna Cristina ha con sè una piccola radiolina portatile a pile e, tra un wurstel ed uno strudel,… ci “vediamo” la cerimonia di apertura descritta per radio; meglio che niente.
Però nei prossimi giorni gareggiano i ragazzi… vuoi che me li veda per radio!? E’ giunta l’ora delle decisioni irrevocabili, anche perché il tempo peggiora, e la mattina presto di sabato si parte per la Romagna… vuoi che qui non ci siano schermi giganti in piazza, con annessi piadinari! Romagna sì, ma dove???
Piazzare un camper al volo non è facile, siamo a fine luglio. On the road la radio è sempre accesa e gli ottimi cronisti ci fanno vivere le emozioni del fioretto femminile, dell’arco a squadre, veramente bravi a descrivere a parole e a dare il giusto pathos alle competizioni. Deviazione al lido di Pomposa… e rapida fuga (bordello, afa, zanzare e tanto, tanto cemento), quindi Porto Corsini, lì c’è un’area di sosta camper, speriamo di trovar posto. E’ murato, camper a tonnellate, uno di fianco all’altro, ma un buco lo troviamo.
 
 
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Chiedo info, ma di locali tvdotati non c’è l’ombra… una ferramenta, un giornalaio, una parrocchia e poco altro, la “vita” vera è al di là del porto canale a Marina di Ravenna.
Si va in spiaggia nel pomeriggio lato esterno del molo… afa, puzza di alghe e pesce marcio, con l’acqua appena sopra al ginocchio non mi vedo i piedi e per i primi 50 m. si cammina in una poltiglia che non è certo sabbia. Vabbè, prendiamo un po’ di sole… tra torme di bambini che giocano a riva con una schiuma giallastra alta alcuni centimetri, tra badanti dell’est in libera uscita e qualche vecchietto romagnolo che intorta a voce alta. Cosa vuoi di più dalla vita?! Mentre rileggo Millennium un cagnetto si ferma a 15 cm dal mio naso, alzo gli occhi e quello mi fa la pipì davanti alla faccia. E’ vero, non c’è limite al peggio.
Ma la radiolina di Cristina prende bene il segnale e sembra di essere a Londra, nel vivo delle gare, brisa in un pustazz (ma come fa la gente… se dovessi venire qui in ferie, piuttosto sto a casa e vado in piscina).
Domani corre Cippo, devo trovare una tv… ma a che ora corre? Lo faranno vedere in diretta, in differita, sulla Rai, su Sky. La Rai saltabecca in qua e in là su un canale solo e sui canali sportivi si godono gli europei di calcio, il giro d’Italia, il tour de France… capisco che c’è della rana, però!
Tratto l’evento con una barista promettendo consumazioni faraoniche… lei mi dice che va bene, a meno che non vogliano vedere il gran premio sull’altro canale… groann!!
Domenica ancora spiaggia, ma lontano dal molo va un po’ meglio, almeno non si sente la puzza e la radiolina accompagna la nostra mattinata, le cronache sono puntali, dettagliate, solo un po’ di canzoni che rompono i maroni.
Pomeriggio; è giunta l’ora ma non si sa niente… telefonate e sms ansiogeni con Luca, anche i ragazzi dello slalom a Bologna non sanno niente, riuniti da Nicole (taverna con aria condizionata, schermo da 400 pollici full HD… almeno loro se la godono) con parabole, satelliti, tablet e iPhone di ultima generazione, anche loro non sanno nulla!!!!
Black out, saremo pure uno sport minore, ma mannaggia!!! Poi la telefonata di Luca: “Cippo è 9° dopo la prima manche”, ma non c’è il punto esclamativo, non c’è entusiasmo “…ma ne ha 3 forti dietro, Martikan, Tsakmakis…”.
Azz, questa è gente da podio, però intanto è 9°… sono in 17 e ne passano 12 in semifinale, speriamo!! Rilassiamoci, spiaggia, sole, mare, libro… machissenefregaaaaaaaa!
Non riesco a leggere, non amo prendere il sole, il mare sembra uno stagno, giro in tondo scalciando la sabbia con la radiolina incollata all’orecchio.
Sembro uno di quei signori che la domenica, a spasso con la famiglia, ascoltavano tutto il calcio minuto per minuto fregandosene di figli e moglie.
E il dressage, e il cannibale di Baltimora Phelps e il divo Lochte e la Pellegrini che non va e la Pellegrini che cambia piscina/allenatore/fidanzato… niente canoa, maledetti, niente canoa!
Che ore sono? Sarà finita la prima manche dei K… tanto Molmenti non avrà problemi di qualifica (e così sarà).
 “Dai, Cri, chiama Luca, chiamalo!”. Niente, corrono ancora i K, ci sono tre minuti tra ogni concorrente, dura una vita. Continuo a deambulare e ad ascoltare la radiolina… mi prenderanno per un matto.
I pensieri si accavallano, cerco di pensare positivo, la semifinale è alla sua portata, ma ho una strana sensazione alla bocca dello stomaco, le gambe molli, dai Cippo, dai!
Il tempo passa e non arrivano notizie, non è un bel segno, porca troia.
“Dai, Cri, richiamalo”.”Pronto, Luca? Allora?” “ E’ dodicesimo, ha peggiorato, ma deve scendere l’ultimo, Florence, l’inglese, se sbaglia Cippo è dentro.
Sta scendendo bene, ma ha sbagliato l’approccio a una risa…”. E il perfido albionico fa un miracolo e recupera la porta. Cippo è tredicesimo, a soli 33’’ dal 12° posto che valeva la semifinale. Cippo è fuori. Qui finisce la sua olimpiade.
Ho vissuto la sua eliminazione per telefono, un delirio di adrenalina, sensazioni e pulsazioni cardiache fuori controllo. E’ finita, mi accascio devastato sulla stuoia. I bambini attorno giocano e ridono, io vorrei essere non so dove, ma da tutt’ altra parte.
 
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Ci consoliamo, si fa per dire, con prosecco gelato e un mezzo kg. di fritto misto da asporto (mi avevano detto che con un etto e mezzo a testa si mangia… meglio abbondare per tirare su il morale).
Briefing e cambio strategia, anche per scaramanzia: 1) il posto fa schifo; 2) mercoledì si torna al lavoro e dobbiamo sistemare il camper e la casa; 3) sentire e non vedere ha portato sfortuna… domani mattina si torna a casa e nel pomeriggio ci vediamo Pedro e Nik.
Detto fatto, lunedì si parte, attraverso la zona industriale di Ravenna (ma tutte ‘ste bandiere blu sono vere??) vedo il capanno di Garibaldi tra ciminiere e impianti, sms di preavviso al secondogenito che stiamo rientrando in anticipo alla base (in modo di non coglierlo impreparato… casa in subbuglio, stoviglie sporche e disordine generalizzati e invece ha fatto pure una lavatrice e accusa il fratello di averlo abbandonato nel caos per un week end riccionese a casa Gorgati), cerco la strada che porta alla spiaggia di Fosso Ghiaia, meta giovanile del Canoa Club Progetto Delta, ma inutilmente… forse non c’è più, come la mia gioventù (rima baciata melensa… ogni tanto scado nella malinconia) e finalmente ci appare la basilica di San Luca.
La nostra “guardia civitatis”, che per ogni Bolognese significa tornare a casa. Le sensazioni sono positive, la radio continua a fornire puntuale resoconti di gare… non ho visto e non è passato, oggi vedrò e…passeranno?!.
Arrivati, si scarica, si pranza e mi preparo per un lunghissimo pomeriggio olimpico: acqua in fresco, paglie e accendino e comincia l’attesa. Ciclismo, nuoto (e la Pellegrini che non va, e la Pellegrini che molla, e Magnini che si incazza e quella tromba prima delle gare e quell’altro no…) e altri sport vari, ma la canoa???
 
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Poi d’improvviso eccoli lì, i nostri ragazzi, mi appaiono come per incanto sullo schermo, in questo impianto meraviglioso, con il logo delle olimpiadi sul casco e la pagaia, la nostra canoa nuova fiammante, con l’azzurro e il tricolore.
Tocca a loro, ci faranno vedere al volo la loro manche e ringraziare pure.
Partiti, cuore a 1000, accidenti che campo pesante, non mi sembra vadano male, ma l’inquadratura frontale non dà l’idea della velocità, non ho riferimenti di altri equipaggi e di altri tempi.
Il cronista non parla di noi del Canoa Club Bologna… per gli altri atleti vengono citate le varie armi, il carabiniere, le fiamme di vario colore, l’aviere. Noi no, due dei pochi atleti che non appartengono ad un corpo militare e partecipano alle Olimpiadi senza sostegni economici esterni, dei VERI dilettanti, arrivati sin qui solo con la loro passione e non citi la società di provenienza!!??
Comunque scendono e il cronista dice che non stanno andando male come rilievi cronometrici (gli perdoniamo le porte in ”retromarcia”), poi alla porta 17 (ma allora “porta” sfiga) il disastro, rischiano di rovesciarsi, perdono la linea, inventano due sfalsate con in mezzo un bucanazzo, ma sono fermi, toccano e hanno toccato anche sopra…merdaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!
“Eh no, non è andata bene al nostro equipaggio, gli hanno attribuito anche 50 punti di penalità (ma non hanno saltato nulla… poi li toglieranno), al momento sono ultimi, ma c’è sempre la seconda manche, passo la linea al tiro al piccione”… merdaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!
Cos’è successo, dove sono, è vero? Non ho fatto neanche in tempo a sintonizzarmi mentalmente sulla gara che è già finita e hanno sbagliato di brutto la manche.
Sono annichilito:14° e ultimo posto, ne passano 10 in semifinale.
La seconda manche, si riparte da zero, ma poteva essere buona la prima.
La seconda manche puoi migliorare, ma ti porti dentro il peso e le scorie della prima e sai che sei dentro o fuori, senza appello.
La seconda manche, speriamo sia come quella degli Europei, dove hanno fatto vedere il loro valore.
La seconda manche… la faranno vedere?
Qualifiche del K1 femminile, mi becco un’irlandese en passant, per gradire, poi dopo vari altri collegamenti vedo la discesa di Clara Giai Pron, giovanissima e bravissima, 2° miglior tempo, grande! Percorso pesante dicevo, più che mai per le donne: Clara fa scivolare la canoa, non forza, si fa portare, trova delle belle linee e conclude con un bellissimo piazzamento alle spalle di una delle favorite.
Poi il salto della quaglia, la corsa degli scarafaggi, la gaggia di Phelps, la linea di abbigliamento di Lochte, la Pellegrini che tromba e non vince… e la seconda manche?
La seconda manche non l’ho mai vista… squilla il telefono, è Zanna da Londra: “Hamo fatto le prove perRio” esordisce e qui capisco che anche la seconda manche è andata male. E’ finita.
Mi passa Pietro, non ho voglia di parlargli, vorrei solo stare solo: “Mi dispiace tantissimo, Guido, ma non c’eravamo con la testa, eravamo stanchi morti”, si scusa.
Ma cosa vai a dire a uno che ha appena perso un’occasione della sua vita sportiva… vorrei solo abbracciarli questi fantastici ragazzi. In sottofondo l’inconfondibile risata di Claudio… ma che #§ç€% avrà da ridere, anche in ‘sto momento poi.
 
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La testa è vuota, il cuore sanguina, sono senza parole… pantaloncini e scarpette.
“Dove vai?” domanda Cristina, anche lei dispiaciutissima. “A fare un giro”. Meloncello e su, 1, 2, 3…9 passi tra una rampa e l’altra, 6 scalini, 9 passi, 6 scalini, 9… sudore, le gambe che vanno da sole, cuore che pompa, il piacere della fatica fisica, del tuo corpo che risponde. Impagabile. Ora sono qui in alto, a ragionare, la sbronza olimpica (concedetela a noi poveri canoisti del tranquillo Reno) sta passando, è finita con un po’ di mal di testa, ma è stato bellissimo viverla sino in fondo, anche sino alla delusione finale!
Chi, in questi due mesi, non è si è vantato con amici e conoscenti, chi non ha viaggiato a un metro da terra, chi non ha detto in giro che tre ragazzi del nostro Club andavano a Londra… Un sogno incredibile!
Non vedo l’ora di vederli e riabbracciarli i nostri Campioni, di farmi raccontare come è andata, di sentire le loro emozioni, il villaggio olimpico, la cerimonia inaugurale… tutte cose che noi comuni mortali vediamo sullo schermo e sui giornali, ma che loro hanno vissuto in prima persona e che faranno parte della storia del nostro Club.
Ragiono così, a ruota libera e pian piano mi rassereno. Sì, siamo uno sport minore (in Italia), come ci definiscono nell’ambiente. Effettivamente è vero. Quanti sono gli atleti che praticano effettivamente la canoa slalom in Italia? 250? Forse 300 compresi i vecchi e i bambini.
Numeri veramente ridicoli, se confrontati con i praticanti degli altri paesi europei e, soprattutto, con gli altri sport. Non abbiamo un solo canale artificiale di allenamento (a Bologna c’era il canale, c’erano i soldi e non si è concluso nulla… benedetto paese!), l’acqua è sempre più scarsa, le società annaspano tra la crisi economica e la mancanza di ricambio generazionale, le gare si fanno su 3,4 campi ed è sempre più difficile organizzarle, le due società che in questi anni sono state ai vertici delle classifiche si allenano per lo più sul piatto, noi, o in mare, LNI di Genova.
Nonostante tutto qualifichiamo quattro imbarcazioni alle Olimpiadi, in tutte le specialità. SuperKali Molmenti vince l’oro: grande gara, grandissima gara! Una vera forza della natura. Congratulazioni! Meeeeee se era incacchiato RedBullKauzer… tutti gli altri si congratulavano tra loro, lui (almeno in tv) se n’è andato.
 
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SuperKali ha piazzato una manche fantastica, Kauzer ha capito che doveva superarsi e ha tirato oltre il suo limite… incredibile il suo tocco ad una delle prime risalite e lì la gara è finita. Ha tirato ancor di più per recuperare la penalità e ha sbagliato ancora… un campione non si accontenta mai, però è rimasto fuori dal podio. Fantastica la faccia Hradilek, sceso tra i primi, è rimasto in testa sino alla manche di Molmenti. Inquadrato continuamente dalla telecamera, continuava a sorridere con una certa fissità dello sguardo, anche quando ha realizzato (ma ha realizzato??) che era arrivato secondo. Secondo me è ancora là, in acqua che sorride.
Clara Giai Pron entra in semifinale, giovanissima, solo 19 anni, dopo titoli e piazzamenti internazionali a livello giovanile, bravissima!.
 
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Ai mondiali Under 23, Giovanni De Gennaro, Zeno Ivaldi e Lukas Mayr vincono l’oro a squadre e Lukas è argento nell’individuale… grandissimi!. Roberto Colazingari, dopo l’oro nel C1 Junior del 2011, nel 2012 si laurea Campione del Mondo Under 23… fantastico, al primo anno da senior!
E questo non è lo stellone italiano, questo è il talento italiano, se avessimo anche i numeri… ma tant’è.
Le “mie” Olimpiadi sono finite, ora arriveranno quelli grossi e veloci che gigioneggiano in pista, i dream team, che faranno dimenticare in breve gli arcieri, i tiratori, i pugili, gli schermidori che, per una mezza giornata, sono saliti alla ribalta della cronaca sportiva.
E giù fiumi di inchiostro per questi miliardari, mentre tutti gli altri scompariranno nelle loro palestre, per riapparire sui media solo tra quattro anni di durissimi allenamenti.
Se siamo sport minori lo dobbiamo anche ad una stampa che vive solo di calcio. Se ne facciano una ragione, invece di continuare a prenderci in giro.
Comincio a scendere. Poco prima delle Orfanelle mi fermo a osservare la città, che brucia là sotto, nel calore del tramonto.
Bologna la rossa, Bologna la dotta, Bologna la grassa… Bologna è anche canoa!
Sorrido, finalmente.
Sarà un’altra grande festa quando i ragazzi torneranno a casa. E Rio è già qui, mancano solo quattro anni di allenamenti e sacrifici, un pensiero lo si può fare!
Qui tira un’aria bella fresca, che porta via il caldo ed i pensieri.
Domani accompagno i bambini in fiume. Si ricomincia a lavorare in acqua.
Finalmente.
 
PS
Chariots of fire, dal film Orizzonti di gloria, suonato alle premiazioni... che palla!
 
Ma non potevano mettere We are the champions... o, per essere più che mai irriverenti, forse troppo per gli sconfitti:
Another one bites the dust 
Another one bites the dust 
And another one gone and another one gone 
Another one bites the dust, eh 
Hey, I'm gonna get you too 
Another one bites the dust 
 
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