... e Bologna risponde!

Se ancora non lo sapete, Cippo, Pedro e Nik si sono qualificati per le olimpiadi di Londra in C1 e C2 slalom (canadese monoposto e biposto, per i non addetti).

Un week end lunghissimo ed emozionante, questo dei Campionati Europei di canoa slalom di Augsburg.

Da dove comincio? Ma dal gatto nero, naturalmente.

Non che sia particolarmente superstizioso ma, in certe occasioni, lo si può anche diventare.

Sono lì, solo soletto, venerdì al crepuscolo, che attacco i cartelli con le indicazione per Wild Water Women's Day lungo il Limentra quando, d'un tratto, un gatto nero mi attraversa la strada, sbucando dai cespugli. Non sono superstizioso, nooooooo, ma domani mattina Cippo si gioca le residue speranze olimpiche, dopo due manche di qualifica non proprio esaltanti... e 'sto ~&‹¥‘¶@ di gatto... proprio ora doveva passare.

Bah, passa la notte e Cippo, sabato mattina, fa la gara della vita e si qualifica.

Poi è WWW, due giorni pieni, ma la testa è in CERMANIA (pronunciare con voce bassa e roca), all'Eiskanal: sabato fantastico, sole, caldo, acqua bellissssssssima e vicina ai 20 m3... una favola; poi la cena, il ballo e a nanna.

Domenica pioviggina, è freddo, do le dritte ai ragazzi per l'imbarco a Bagnana, caffè e via per il ponte di Verzuno.

Nuvole basse, cielo grigio bigio, nessuno per la strada, ripasso il da farsi, spero non peggiori quando, salendo dal Lago, un gatto nero esce fulmineo dal bosco e mi attraversa la strada... è un segno, è un segno, passano anche Nik e Pedro!

Ma non sono superstizioso, dai, cosa vai a pensare... però, 2 gatti neri in 2 giorni? Sul Limentra? Dai, che devi cuocere 30 kg. di pasta.

Il resto lo conoscete, ma cominciamo dall'inizio.

Giovedì 10 maggio, iniziano gli Europei. Caldo umido a Bologna, stipendi e bilanci in ufficio, allegria!!! Ma oggi corre Cippo, l'orario è preciso... siamo in Doichland, dai, il programma gira e, con il cuore in gola e lo stomaco stretto, mi guardo su Siwidata la prima manche. Che cos'è Siwidata? In buona sostanza ti danno i tempi e le penalità delle gare in tempo reale, o quasi... vedi i disegnini delle porticine, con i numerini e, man mano che l'atleta procede, compaiono i tempi, gli intertempi, i numerini si colorano (verde ok, giallo 2 e rosso 50). Peccato che ogni tanto si blocchi tutto... poi si accendono 3/4 numerini di seguito (sobbalzo!) e il tempo finale non appare mai... insomma, già sei lì in tensione, con questo programmetto rischi l'infarto.

Parte. Vai, Cippo, vai! 99,83 più un tocco... azz! Scendono tutti e non siamo messi bene, per nulla. 27° dietro tutti i possibili avversari per la qualifica olimpica (il greco, il russo, l'altro italiano, Robero Colazingari, il croato è lì, 28°. Pure uno sguizzero c'ha davanti. Punizione divina per distrazione dal lavoro?

Bah, aspettiamo la seconda manche. Niente, 24° posto, fuori dai 20 che correranno la semifinale. Tsakmakis, vive e si allena lì, chi lo ferma, Lipatov 18° e Colazingari 19° (bravo Roberto, 19 anni in semifinale agli Europei. Cappello). Va be' è finita, è fuori. Sono svuotato, sarà il caldo, l'umidità? Pedalo verso casa con la testa vuota... è troppo poco tempo che ha cambiato barca, dal K al C, lui che non è più un ragazzo, andare a correre con gente che la fa da una vita?! E' migliorato, sì, ma con quei cambi mano fa quasi tenerezza, mentre gli altri sono lì che pompano in debordè.

Chiamo Campo. "Allora? Come l'ha presa? E' molto giù?" "Ma guarda che è ancora in corsa. Per gli europei passano i primi 20, ma per l'ICF sono i primi 30 che si giocano Londra".  Allora lo "stellone" brilla ancora!!! Sento Zanna, anche lui abbacchiato e lo rincuoro. A casa, a casa, a vedere i filmati. E' lui, leggero come l'aria, la canoa vola, plana, come la sa far correre lui... ma i colpi sono pochi, con i cambi mano poi, sembra che la governi solo con gambe, sempra una discesa in aerobico. O almeno pare, gli altri sono tutti lì che pagaiano di brutto. Invio una mail e mi permetto pure un consiglio: "Tira!" 

Venerdì 21, tocca ai ragazzoni del C2. Stessa solfa in ufficio. Partono e si accendono tre 2, tre tocchi, tre tocchi più un tempo fetido, quasi otto secondi dai primi. Naaaaaaa! Cosa hanno combinato, non ha tenuto la testa, le ultime gare erano state confortanti, i risultati eccellenti. NAAAAAAAAAAAA!!!!!

Ho il morale sotto i piedi, un'altra manche su Siwidata non la reggo, smarco e vado a casa, se vanno bene qualcuno mi telefonerà... ma la testa non stacca, sono in via Riva Reno, ora tocca a loro, lo sento, stanno partendo, mi concentro e cerco di "trasmettergli" via pensiero, tutte le mie energie. Non squilla, non squilla, non squilla! E' finita, il loro sogno, il mio sogno è finito... Squilla! Inchiodo (sono in bici) estraggo il cellulo dallo zaino, è Zanna. "Pronto?" "Primiiiiiiiiiiiii, primiiiiiiiiii!!!!!, sono primi davanti a tutti!!!!!" "No, dai... grandi!!!" "So' ggià a Borzano, mò li raggiungo (pronunciare con accento romanesco)".

Riparto che sembro Indurain, ma dopo pochi metri mi fermo... primi?? Impossibile, davanti agli Hochschorner, agli Skantar, gente che ha visto olimpiadi, mondiali ed europei. Impossibile, primi?, Davanti ai più forti C2 del mondo? Ma chissà cosa ha capito, sul portatile mi ha detto che vede tutto piccolissimo. Telefono casa e mi investe una tempesta di urla: "Primiiiii!!! Primiiiii!!!! Prole e consorte festeggiano. Ma allora è vero, diobonino, hanno fatto il botto!

Davanti allo schermo mi godo la discesa perfetta. Sono proprio loro, Pedro e Nik, sì lo so che sono forti, ma qui sono stati quasi perfetti! Alla fine sono terzi, ma con un tempo da urlo, a solo 8 centesimi dai secondi e a 29 centesimi dai primi (i due equipaggi slovacchi di cui sopra).

Dai, dai, daiiiiiiiiiiiiiiiii che ce la fanno! Dai che andiamo a Londra!!!!!!!!

Venerdì sera sul Limentra e primo gatto nero.

Sabato mattina, già a Verzuno, operativo da subito... anche per tener la testa impegnata. Caldo, caldo, caldo, oltre 30 gradi, arrivano i ragazzi, si monta l'ambaradan, gazebo, striscioni... Guido, scusa... Senti Guido... Guido cosa devo... 10, 100, 1000 domande. BASTA, state zitti, statemi a sentire... azz, devo star qui a lavorare, a sentire pure le freddure di Dalla (che in realtà, in certe occasioni, riscaldano). 

Machissenefrega del WWW, oggi corre Stefano, il WWW è solo un particolare di questa torrida giornata. Lavoro automaticamente, sembro un robot, do indicazioni, detto i tempi, fai qui, fai là, - a che ora corre ? - Porta qui, no, non scaricarlo, va a Bagnana. - Potevo almeno memorizzare a che ora parte. - Dai, briefing iscrizioni, tutti qui. - Perchè Zanna non chiama. - 13 euro una discesa, 17 euro due discese, 14 il ristorante. Eddai, chiama.

Squilla, é Zanna, è passato, è Londra, sono le Olimpiadi, Cippo va alle Olimpiadi! Il nostro Cippo va alle Olimpiadi!!!! Urlo e butto fuori tutta la tensione, i ragazzi... non mi ricordo più, applaudono, urlano, lo dico a tutti quelli che vedo, Remo, Graziano, Claudia... è festa, e solo ora e WWW. Richiama Zanna e mi passa Stefano, è un'emozione incredibile, probabilmente non piango solo perchè il caldo mi ha disdratato.

La gente arriva, le iscrizioni vanno, il team si muove come un'orologio svizzero (meglio, tetesco), la m e r a v i g l i o s a discesa del pomeriggio, la cena, il ballo (gran DJ ed è Bologna che domina anche in pista).

Domenica mattina sul Limentra e secondo gatto nero.

Verzuno, esterno giorno: si iscrive e si cucina, precuociamo 30 kg di pasta per il branco che nel pomeriggio uscirà famelico dal fiume e si raccontano aneddoti; di Marcello, che ha telefonato a Cippo e non riusciva a parlargli dal gran che piangeva e Cippo gli chiedeva che cosa era successo; di Dave, che per l'emozione balbettava e non riusciva a dare la notizia al cellulare; di Anna che sabato mattina ha tritato 4 kg di cipolla per la matriciana del WWW e piangeva... per Cippo e la cipolla; di Zanna, visto in video correre dietro a Cippo lungo la riva del campo slalom per incitarlo...

Si scherza e si lavora, ma la tensione sale, Anna vede i tempi sul cellulare, ma si aggiornano troppo lentamente, sul tablet il programma gira piano... non riesco, non riesco, non riesco a seguirlo, poi, quando ho guardato Siwidata sono sempre andati male... portassi sfiga?? Mi allontano, mi metto a trafficare con non so che cosa, prendo la macchina fotografica... ma c'è una luce che fa schifo. Lo stesso, basta che stai lontano dalla rete. Tanto mi telefonano.

Scendono gli spagnoli, i concorrenti diretti per qualificare l'imbarcazione, sono sesti... "Che tempo hanno fatto?" "Lentissini, 114 e un tocco" "Ma no, in semifinale cambiano il percorso, non è più quello delle qualifiche". Via via, vai via!!! Allontanati!! Tanto mi telefonano.

E invece è Anna che urla, "Secondi, secondi, sono secondi!!!! E' finale, gli spagnoli sono fuori, è Londraaaaaaaaa"

Meeeeeee, è ancora una grande manche, che vale la finale continentale e l'Olimpiade. E in mezzo al nulla di Verzuno, in una mattinata meteorologicamente da incubo, si possono vedere diverse persone agitarsi sotto la pioggia, urlare frasi sconnesse, saltellare e alzare le braccia al cielo grigio bigio... improvvisamente, per loro, diventato azzurro.

Passa la stanchezza, di pasta ne potremmo cuocere un quintale, si trascorre la mattina chiacchierando; finisce la discesa e il XIV WWW.

C'è la finale, Pietro e Nik arrivano al nono posto agli Europei... hanno migliorato il tempo rispetto alla semifinale, ma sono migliorati anche gli altri. Bene così comunque.

Si smonta tutto e si carica a tempo di record, PDF in prima linea, seppur con dita offese, che i togni ci fanno una pippa. Salutiamo e ringraziamo Graziano e Claudia e via a casa. Sono solo in camper, posso pensare a quanto è avvenuto e i brividi mi scuotono la schiena. Chiamo Campo, che risponde e ride, ride, ride solo, mi passa Nik che mi confessa che ancora non hanno ben capito cosa hanno combinato, domani forse realizzeranno... telefono, piango, guido. Occhio siamo sulla Porrettana! Un abbraccio a Pietro, sta guidando pure lui.

Casalecchio, si scarica, due chiacchiere e poi a casa, stanchi ma felici. Via Garibaldi, a destra per via Porrettana, ponte sul fiume e gli occhi corrono da soli all'acqua. Il Reno è lì, placido e sonnacchioso.

Il nostro fiume, la nostra storia, il fiume della nostra città, quante ne avrà viste. Compresi tre ragazzi che si allenavano sulle sue acque e che un bel giorno sono andati alle Olimpiadi... 

Ma questa è un'altra gara ed un'altra storia.

Grazie, ragazzi.

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