Settembre 2005, di Guido, Roberto e Michele

importantissima scoperta archeologica: un antico articolo del pleistocene, nascosto tra gli articoli "in corso di redazione", è stato riesumato dalle profondità del nostro sito... personaggi vecchi o tutt’ora esistenti, in ogni caso da leggere!

Che fantastico scampolo d’estate ci ha regalato la Slovenia… sole, un livello perfetto dell’Isonzo e tanti, veramente tanti canoisti di Bologna a scendere il fiume. Il richiamo del Club funziona ancora (la tradizionale discesa di fine estate è uno dei nostri appuntamenti spontanei fissi)?? Fatemelo ancora credere, anche se i dubbi affiorano sempre più numerosi. In Slovenia ci si può andare sempre e, se non ci fossero state certe condizioni meteo, saremmo stati sicuramente meno numerosi ma, in ogni caso, c’eravamo. Tutti più o meno divisi in gruppetti (non si può scendere tutti assieme in 40/50, lo so perfettamente) più o meno autonomi, che hanno fatto le loro discese (magari dello stesso tratto, magari in orari diversi). Ognuno si è organizzato il suo recupero e la sera ci siamo quasi tutti ritrovati allo stesso ristorante (non si può mangiare assieme in 40/50, lo so perfettamente): entità diverse, vagamente unite dall’appartenenza ad una società. Molti non si conoscevano neanche, se non di vista: erano in acqua almeno ¾ generazioni di canoisti (4/5 anni il periodo per formarsi in canoa), con gente che non scendeva da 2 anni…. Io stesso mi sono concesso/imposto una discesa (l’ultima è stata sul Limentra per il WWW, e qualcosa lì ho fatto) di puro divertimento, assieme ai ragazzini della squadra agonistica: sono anni che ci lavoriamo e vederli scendere è stata uno vera soddisfazione (visto come vanno!!!???). Per cui non ho organizzato nulla, mi sono (forse x la prima volta) “chiuso” col mio gruppo e fatti gli affari miei (era preminente comunque la cura dei ragazzi, dalla discesa al mangiare, dormire ecc.); però, per quanto ho potuto, ho osservato e riflettuto. Poi, non essendoci accompagnatori più o meno ufficiali (o quelli che c’erano, seguivano il proprio gruppetto di amici) , ho fatto scendere (e fatto lezione… non cambierò mai) William, Francesca e Monica nel tratto prima delle cave: il loro semplice“grazie” mi ha ripagato dell’ennesimo piccolo sacrificio. Michele (Gorgati), vedendo la scena, sorrideva e avrà certamente pensato “ecco che si è fatto incastrare”; abbiamo concluso la discesa assieme e con i ragazzini e l’ho visto orgoglioso di come si comportavano (da qualche anno li segue anche lui). Riviste con piacere la Marta (dopo 2 anni) e la Giuli (dopo un anno) in canoa, che assieme al Magrone, Beppe II (ex Presidente Giuseppe Canfora) Roberto Nanni e la Monica si sono fiondate nelle cave, cavandosela ancora egregiamente (la domenica non li ho visti x nulla). Visto Andrea Venditti (con Koch, Ballandi e Martino) che credo abbia seguito il gruppetto del Conte, Giulio e Alessia (che sabato si è fatta metà delle cave a nuoto e mi dispiace immensamente, perché per l’impegno e la passione che ci mette meriterebbe… di stare più a galla): questi ultimi mi sembravano i meno “strutturati”, i più persi nel “gruppuscolamento” generale. Infatti il Conte mi ha detto, sabato sera al ristorante,: ma perché non hai prenotato per tutti, visto che siamo tutti qui? E io ho risposto che nessuno me lo aveva chiesto (disorganizzazione, imprevidenza, non interessa, ognuno avrà la sua risposta). Poi c’era il gruppo del furgone del Club (Cristiano, Jimmy, Grazia, Serena, Allo e Palmino) che ho incrociato e salutato varie volte x strada (unico contatto un caffè la domenica, grazie Cristiano, una telefonata ad Allo e qualche ciao al volo). Poi è arrivato Lebbo, che sabato, invece di scendere, è andato a vedere le montagne con la morosa… allora la faccenda è seria! Poi c’era pure Massimo Sticca, con fratello e amico. Vista la Silvia The President, con Claudio e amici vari, solo allo sbarco sabato, e persa di vista la domenica. Come tanti altri, forse rientrati (gruppo Gnudi), o diretti ad altre mete: Caporetto e Isonzo alto. Domenica ho rifatto le stesse cose di sabato, unica differenza la discesa delle cave con mio figlio Michele. Io e lui, indescrivibile. Insomma ho visto tanta gente del Club che, per i più validi e svariati motivi, più di tanto non “legava”: un Isonzo agrodolce, insomma. Forse mi sbaglio, ma manca qualcosa, la volontà di essere più un gruppo unico. Un saluto ed un abbraccio a tutti, perché in ogni caso è stato fantastico vedervi.

Guido


Non sono solito scrivere, ma questo week end sull’Isonzo è stato più che fantastico, e mi sento più che invogliato a comunicare a tutti la gioia accumulata in questi due giorni, quindi mi unisco a Guido nel celebrare questa uscita del gruppo di fine estate.

Faccio parte del gruppetto di persone ricordato da Guido nella sua lunga lettera, (Marta, Giuli, Monica, Beppe, il Magrone e con il cuore mettiamoci anche Ivano che non ha ancora del tutto rinunciato all’idea), che sabato ha sceso, con un pò di preoccupazione di alcuni e la pazienza di altri, le mitiche cave, invidiando non solo i ragazzini che ci meravigliano con la loro bravura e tranquillità, ma le 3 generazioni che ci seguono (come età). Come ha scritto Guido, ce la siamo cavata egregiamente, quasi euforici per la bella giornata, la compagnia, il posto meraviglioso ed il fatto di esserci ancora. Ad un certo punto mi sono trovato dentro ad un buco che, dopo avermi un po’ rigirato, mi ha fatto fare una candela con una verticale perfetta con la punta in giù. Ha fatto tutto da solo, intendo il buco, i pochi secondi che sono rimasto in verticale mi sono sembrati lunghissimi. Poi, miracolo, sono andato giù sulla sinistra, un appoggio e senza bagno sono andato a raccogliere i complimenti dei compagni, anche loro increduli di ciò che avevano visto. Mi hanno detto che sembravo il mitico Gorgati, ma non mi sono illuso; con Giuli siamo giunti alla conclusione che l’H3 è una gran canoa. Ci siamo però consolati pensando che, nonostante l’età, gli acciacchi e i dolori vari, anche quest’anno, facciamo parte di questo meraviglioso gruppo del CCBO.

E domenica caro Guido non ci hai visto perchè siamo andati sulla Koritenza (per me è stata una meravigliosa prima). A due canoisti di Treviso che vedendoci in 5 ci hanno detto che eravamo un bel gruppo, abbiamo risposto orgogliosi che eravamo ben in una cinquantina di Bologna. Il discorso del gruppo però è vero e proprio in questi due giorni anche noi abbiamo realizzato di averlo costituito, non per nostra volontà, ma perchè a un certo punto ti accorgi che sei affiatato a scendere con alcune persone piuttosto che altre, e che una caratteristica che ci unisce è l’età dei componenti, comunque over ...anta.

Questa considerazione non ci ha abbattuto anzi, carichi del fatto che abbiamo vinto le resistenze e le paure di chi pensava di non fare le cave, abbiamo pensato di non essere ancora pronti per far parte integrante del gruppo "a fior d’acqua ..." (Moreno non ce ne voglia) e abbiamo coniato il nome del nostro gruppo: "ever green", perchè contiamo di ritrovarci assieme alle altre 3 generazioni ancora tante volte (per il momento non ti chiediamo ancora di riservarci una pagina del giornalino).

Domenica pomeriggio stanchi, ma appagati dalla bellissima giornata, a fatica abbiamo caricato le nostre cose e ci siamo rimessi in auto sulla via del ritorno. Bhe! questa sera ho male a vari muscoli, ma nonostante la giornata di lavoro beneficio ancora di questo week end e rivedo i colori di queste acque che ho impresso nella memoria.

Se non mi fossi fatto attirare da quel manifesto affisso per strada e non mi fossi iscritto ad un corso in piscina non avrei mai visto posti così belli e conosciuto persone con le quali mi sento amico nonostante la differenza di età. Saluto tutti e un arrivederci alla prossima uscita.

Roberto (Nanni)


Sarà la vecchiaia, ma mi sono commosso a leggere le mail sul WE in Slovenia. E’ stato bellissimo, sabato, scendere il fiume ed incontrare uno dopo l’altro gruppi di canoisti di Bologna di tutte le età. La sensazione più piacevole è stata quella di incontrare ogni volta degli amici, persone che ti sono familiari. Ho visto tanti sorrisi, credo che abbiano sentito in molti l’atmosfera particolare di un caldo inizio di autunno con dei colori incredibili sulle rive e nell’acqua del fiume. E’ vero Guido, sono orgoglioso dei ragazzini perchè è uno spettacolo vederli scendere in fiume e mi immagino l’impressione che possono fare su canoisti di altri club....mi sono divertito a scendere con Pietro fino ai sifoni, porta la canoa con una naturalezza impressionante! Domenica sono sceso coi ragazzi del furgone. Mi ha fatto piacere vedere un gruppetto affiatato, complimenti alle ragazze e a tutti i maschietti, in particolare ad Allo che ho trovato in gran forma. Abbiamo disceso il tratto alto che non rifacevo da almeno 10 anni: c’è la famosa rapida di IV° prima della quale - era il 1987 - una principiante a nuoto attaccata alla coda della mia barca urlò ’..non voglio morire!!..’. Da quell’episodio, con i fratelli Gentile, nacque l’idea delle canoe telecomandate (dagli istruttori) per i corsisti!!.. pensieri da ingegneri.... Un abbraccio ed un saluto a tutti quanti.

Michele (Gorgati)

 

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